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mercoledì 17 ottobre 2018

E' Scott Boras Il Procuratore Sportivo Più Ricco Al Mondo (MLB)

Secondo Forbes, il procuratore più ricco al mondo è Scott Boras, il guru del Baseball.
Per lui 105,1 milioni di dollari incassati e accordi gestiti per i suoi clienti da quasi due miliardi.
Nel campo ormai da 31 anni, rappresenta 175 atleti del mondo del Baseball e come si può vedere dalla lista delle firme alcuni di altissimo profilo.
Tra i suoi assistiti più celebri della MLB ci sono i due assi Max Scherzer e Stephen Strasburg
dei Washington Nationals.
Tutto qui? Non esattamente perchè nel suo roster ci sono (o ci sono stati) anche: Kris Bryant, Adrian Beltre, Jered Weaver (e Jeff Weaver), Shin-Soo Choo, Dallas Keuchel, Lance McCullers, Jacoby Ellsbury, Prince Fielder, Matt Holliday, Carlos Beltran, Mark Teixeira, Manny Ramirez, James Paxton, Troy Tulowitzki, Anthony Rendon, Gerrit Cole, Chris Davis e Jayson Werth tra gli altri.
Tuttavia Boras è diventato famoso per il contratto da 240 milioni spuntato per l’ex
bombardiere dei New York Yankees, Alex Rodriguez.
L’anno prossimo passerà di nuova alla storia negoziando il contratto della star (e free agent) Bryce Harper, altro fuoriclasse dei Nationals.
Ma cosa fa un procuratore/agente sportivo? Negozia, per conto degli atleti, i contratti con le società sportive ottenendo, in cambio, una % dell'ingaggio.
Oltre a gestire i contratti degli atleti, i procuratori curano spesso anche le loro relazioni pubbliche.
Talvolta, sono i clienti a chiedere agli agenti di orientarli nella vita d'affari.
In alcune nazioni (e campionati sportivi), i procuratori gestiscono un elevato numero di sportivi, e quando un giocatore si trasferisce da una società sportiva ad un'altra, essi rimangono proprietari di una % del cartellino.
Nel corso dei suoi 31 anni come agente sportivo, Boras ha rappresentato centinaia di giocatori in tutte le 30 squadre della Major League e ha partecipato a dozzine di negoziazioni di altissimo profilo.
La specialità di Boras è infrangere il record sui contratti strappati dai suoi assistiti, ciò fornisce un "umbrella" (ombrello) che permette anche agli altri giocatori di trarre vantaggio.
Boras è ben noto per l'utilizzo di clausule particolari come riguardo bozze salariali, consigliando alle superstar di diventare free agent piuttosto che stipulare contratti "discount hometown".
Boras è anche noto per le sue strategie innovative nel draft, negli arbitrati di stipendio e free agency, che hanno avvantaggiato enormemente i suoi clienti al punto da spingere la Major League Baseball a cambiare regole in diverse occasioni.
Ciò ha portato Boras ad essere contemporaneamente "l'uomo più odiato del Baseball" (dal punto di vista del management) e allo stesso tempo fondamentale in quanto "i giocatori non possono permettersi di vivere senza".
L’americano è dunque riuscito nel superare facilmente il guru calcistico Jorge Mendes (introiti per
100,5 milioni), che segue celebrità del pallone quali Cristiano Ronaldo, José Mourinho, Diego Costa, Radamel Falcao e James Rodriguez tra gli altri.
A seguire l'inglese Jonathan Barnett con quasi 80 milioni di dollari, colui che portò Lennox Lewis nel mondo della Boxe.
Tra i suoi clienti calcistici Gareth Bale, Luke Shaw, Joe Hart, Fosu Mensah, etc

sabato 13 ottobre 2018

La Storia Di David Coulthard e Il Caso Spa 1998 (F1)

David Coulthard nacque il 17 marzo 1971 in Scozia e corse per Williams, McLaren e Red Bull.
In carriera ottenne 62 podi e 13 vittorie, principalmente in McLaren.
Nel 1998 e 1999 fece grande proprio la scuderia di Woking (anche se il merito fu soprattutto di Mika Hakkinen che riuscirà a vincere i due mondiali).
Anche il 2000 fu un'ottima stagione per il pilota scozzese che vincerà 3 gare (si ricordi soprattutto il bellissimo GP di Francia).
Nel 2001 vince altri due GP e finisce secondo nel mondiale alle spalle di Michael Schumacher (sarà il migliore risultato della sua carriera, visto che nel 1995, 1997, 1998 e nel 2000 chiuderà al terzo posto nella classifica finale).


IL CASO SPA
Nel GP di Montecarlo 1996, David dimenticò il casco da pioggia e alla domenica puntualmente diluviò.
Il neoferrarista Michael Schumacher corre in suo aiuto e, in virtù dello stesso main sponsor (Marlboro), della casa costruttrice (Bell) e soprattutto della taglia, gliene presta uno dei suoi.
Coulthard chiuderà la gara al secondo posto.
Fine agosto 1998, la Formula 1 è di scena a Spa (GP del Belgio).
Pronti via, alla Source Coulthard arriva affiancato ad Irvine, entrambi sono un po' larghi di traiettoria; nel tentativo di rimettersi in linea lo scozzese perde il controllo della McLaren, colpisce il muretto dei vecchi box, rimbalza in pista davanti al gruppo e viene ovviamente centrato dal ferrarista.
16 vetture vengono coinvolte: è record e per fortuna nessuno si fa veramente male.
La gara poi riparte, Hakkinen si gira dopo pochi metri e viene messo fuori gara dalla Sauber dell'incolpevole Johnny Herbert: a quel punto in Ferrari pensano che sia fatta.
Schumache una volta sbarazzatosi di Hill domina la corsa in una solitudine perfetta, interrotta solo dai doppiaggi.
Al giro 26 è la volta della McLaren di Coulthard che sta annaspando nelle retrovie, inizialmente al al tornantino della Source Coulthard non gli dà strada ignorando le bandiere blu, poi nel rettilineo in discesa verso Pouhon lo scozzese rallenta improvvisamente e il tedesco, con la visuale completamente ostruita dal muro d’acqua, lo colpisce violentemente: la sospensione anteriore destra della Ferrari è distrutta, il tedesco rientra ai box su 3 ruote ed è costretto al ritiro.
Una volta sceso dall'auto il tedesco si fionda a cercare il rivale, vanamente inseguito da un giovanissimo Stefano Domenicali che viene pure spintonato via.
La rissa in qualche modo viene scongiurata, Schumacher sarà sempre del parere che Coulthard l'abbia fatto apposta.

Coulthard (2018): "A Monza nel 1998 ogni volta che uscivo dal garage sentivo gli ululati del pubblico. Mi chiamavano killer. Ovviamente non mi piace affatto. Ma tutta quell'energia, anche in negativo ha a che fare con la passione, con il fascino del nostro sport"


ALTRE CONTROVERSIE
Nel 1999 Schumacher si infortuna a Silverstone mentre si sta giocando nuovamente il titolo contro il finlandese della McLaren.
David si rende protagonista di errori e situazioni controverse.
La partenza del GP d'Austria docet.
Al via, Hakkinen, scattato dalla pole, viene affiancato dal compagno: è in vantaggio in ottica seconda curva trovandosi sulla traiettoria esterna ma lo scozzese tenta un attacco all'interno in staccata centrandolo nel retrotreno e obbligandolo ad una rimonta dall'ultima posizione.
L'irlandese Irvine, incredulo, viene ufficialmente inglobato nella lotta per il titolo.
Appena tre gare dopo Coulthard si aggiudica il GP del Belgio, dominato fin dal via, e sottraendo punti preziosi al compagno.
Il paradosso è che, nonostante errori e scelte sbagliate, lo scozzese rientra nella lotta iridata fino al GP d'Europa dove però si autoelimina dalla gara.
Alla vigilia dell'ultimo appuntamento stagionale, a Suzuka, la McLaren ha bisogno dei suoi punti per vincere anche il titolo costruttori e David uscendo di pista a seguito di un incidente, consegna il trofeo alla Ferrari.
Nel 2000 invece viene squalificato a fine gara nel GP del Brasile per irregolarità nella conformazione dell'alettone anteriore (GP chiuso al secondo posto).
Per quanto riguarda i rapporti tra Coulthard e Schumacher saranno molto difficili negli anni successivi, anche se va detto che miglioreranno nel tempo (2006).
Poi quando il pilota scozzese decide di ritirarsi (2008), Michael Schumacher deciderà di scambiarsi il casco proprio con lui.

Coulthard (2014): "Ci sono state alcune occasioni, quando ero compagno di Mika Hakkinen in McLaren, in cui lui non mi voleva parlare. Sentiva che, vincendo alcune gare, gli stavo rovinando la festa. Alla fine, in ogni caso, il tuo compagno di squadra non è tuo amico. Si può parlare quanto si vuole del fatto che si cresce come amici, ma devi battere l’altro"

domenica 7 ottobre 2018

Migliori Frasi Di Luca Franchini e Michele Posa (Wrestling)

Con oltre 17 anni di telecronaca, dopo Dan Peterson, sicuramente Luca Franchini ("il godzilla") e Michele Posa ("il bardo") sono le voci del Wrestling pay per view di Sky.
La loro carriera inizia su Stream TV nel 2000 (antagonista di Tele + all'epoca), prima di passare sulla neonata Sky nel 2003 (TV a pagamento nata dalla fusione di Tele + con Stream TV).
In questo articolo vedremo le loro migliori frasi durante le telecronache del Wrestling (diventati veri e propri tormentoni almeno tra gli appassionati italiani di questo sport, se così lo vogliam chiamare).


"Uouououououo! Benvenuti amici del grande Wrestling...ad una nuova puntata di Raw integrale, con Luca Franchini e Michele Posa!"

 "Un colpo duro come la sella di un cosacco!"

[sul conto di 2]
"Woooo, per un ciuffo d'erba. Per il rotto della cuffia"

"1, 2...noo! Per la casetta di un Puffo"

"Per un gancio di reggiseno"

"Per un pelo di gatto"

"E' steso a terra come una pelle di daino"

"Se Dio esiste e l'uomo non deriva dalla scimmia, come può Dio aver creato un uomo brutto come Finley?"

"Ric Flair è sotto pressione come la tazza del cesso di Galeazzi!"

"Carlito is not cool, but is culo!"

"E' circondato come un battaglione tedesco in Normandia"

"Non sta mica a curare le biciclette"

"Non sta mica a far ballare gli orsi"

"Non sta mica a soffiare nelle cannucce"

"Non è qui a pettinare le bambole"

"Stasera non ha mangiato fagioli"

"E' stanco come un rospo"

[Arrivano le divas]
"Frank! Mani sul tavolo!"

"Salti in groppa alla chiavicona di Jericho"

"Questa è poesia in movimento signori"

"Alzati da terra...Ofellone!"

[A Wrestlemania Triple H scende dal ring per prendere lo sladgehammer]
"Cosa ci sarà sotto il ring? Un gatto? Topo Gigio? O forse Rey Mysterio?"

"Ha preso il martellone"

"Il cessone Vickie Guerrero"

"Il fannullone dei Caraibi"

"Non ne fa fuori nemmeno uno schizzo"

"L'Undertaker non è vestito cosi perchè è un parcheggiatore abusivo ma perchè lui è il becchino e quella che ha appena preparato è la tomba dove Hassan marcirà per sempre...e non sarà come quella di Tutankamon piena di gioielli ma sarà piena di serpenti..."

"Guarda forse ha paura del Puffo Menarolo"

"L'ha fatta grossa, come un elefante in diarrea"

"L'ha colpito sul cancello del ranch"

"L'ha colpito sul sacco a pelo!"

"Un calcio nella lontra"

"Oh no, l'ha colpito sul brontosauro"

"...e Bubba Ray deve sperare che Misterio non abbia mangiato fagioli"

[Edge arriva a bordoring portando con sè Vickie Guerrero sulla sedia a rotelle]
"Ecco che si manifestano sullo stage Edge e la befana"
"Quella vecchia cornacchia è arrivata. Tra l'altro tra qualche settimana si sposano quei due lì"

"Batista è sulla graticola. Kali lo sta cuocendo a fuoco lento"

[riferito a Vickie Guerrero]
"Guarda là l'arpia come starnazza"

"Caduto dal ring come una pera cotta"

"Quando c'è una sola donna e ci son due uomini, anche l'amicizia più profonda...salta"

"Ma se Kali elimina Batista dalla WWE, in India gli fanno i ponti d'oro, gli fanno una statua nella piazza principale, diventa intoccabile come una vacca sacra"

[Parlando di Kane e Lita]
"Kane non la vede manco col decoder"

"Eh Rico va in brodo di giuggiole"

[riferito a Kali]
"Ed ora ecco...le fauci del coccodrillo, la mano della morte! Nooo arriverà di taglio come Excalibur"

[riferito ad Undertaker]
"Oh no, ora gli taglierà la gola"

"Ohhh ragazzi, aggiungete un posto a tavola!"

"Quando vedo Miss Jackie vado in bagno"

[Randy Orton immobilizzato a terra]
"Randy Orton sembra un mollusco, immobilizzato nella padella che frigge dinanzi all'olio bollente"

[Si sfidano Orton e Batista per andare a sfidare Triple H per il titolo di campione del mondo. Triple H, Batista e Flair fanno ancora parte dell'Evolution. Triple H e Flair stanno a bordo ring, Batista sta per sconfiggere Orton dopo aver annullato l'RKO del rivale, Flair distrae l'arbitro invece Triple H prende una sedia da passare a Batista...al che Michele Posa prende le parti di Triple H, invece Luca Franchini di Batista]
"Triple H ha una sedia, a cosa serve la sedia?"
"Vuole passarla a Batista approfittando..."
"Ma non ha bisogno della sedia, Batista!"
"Be' è un vantaggio!"
"Vedi ha detto 'non ho bisogno di quella sedia' "
"Prendila Batista"
"Nooo nooo"
"Deve prenderla"
"Butta giù Triple H con un pugno, Batista!"
"C'è andato addosso lui contro la sedia"
"Nooo nooo Orton lo sta schienando, Triple H è un bastardoooo, lo sapevo lo sapevo!"
"Ma non è colpa di Triple H!"
"Come no, hanno fregato Batista un'altra volta"
"Ma come fai a dirlo è stato Batista che non ha voluto prendere la sedia"
"Ma Batista non aveva bisogno della sedia, l'ha fregato un'altra volta!"
"Ma se l'avesse presa avrebbe vinto comodamente!"
"Nooo avrebbe perso comunque per squalifica! Batista gliela deve spaccare sulla testa!"
"Ma l'arbitro era Mr Magoo figurati se...se ne accorgeva"
"Ma caspita Michele perchè non apri gli occhi? Ma non aveva bisogno della sedia, intanto l'unico che ride è Randy Orton!"


[A Vengeance dopo il promo del diva contest e l'entrata di Molly Holly]
"Ma come prima le gnocche e poi i cessi, cioè come dire l'oro e il ferro"
"Tu in battaglia ci vai con il ferro!"
"No, il ferro ce l'ho in mezzo alle gambe!"

"Guardate Triple H sta portando via a Eugene la sua ingenuità, la sua bontà...è come vedere praticamente Heidy sul marciapiede"

"Chi cambia canale finirà in prigione con l'orsetto ricchione"

"Chi cambia canale passerà un'estate in solitudine"

"Chi cambia canale non gli dà una bagnata"

"Chi cambia canale non gli si alza l'antenna"

"Chi cambia canale si lustra il manubrio"

"Chi cambia canale si mangia il fieno"

"Chi cambia canale, lo immergo in un carro pieno di catarro!"

venerdì 5 ottobre 2018

Normalizzazione Della Fortuna/Sfortuna Nel Baseball: FIP, BABIP, WPA, WAR

Il concetto che sta alla base della Sabermetrica nel Baseball si riferisce alla normalizzazione delle statistiche con il passare del tempo.
Se io lancio 6 volte una moneta in aria e mi esce 6 volte croce, la settima volta potrebbe uscire nuovamente croce ma all’infinito il tutto sarà normalizzato: la probabilità che esca "testa" o "croce" sarà simile al 50% (poco più o poco meno).
Vincere senza considerare le statistiche quindi andando a "senso" è possibile, infatti non tutti quelli che vincono lo fanno tramite la Sabermetrica, tuttavia  il loro successo non è duraturo nel tempo.
La fortuna entra molto in gioco, ma solo nel breve termine.
A lungo termine avviene la normalizzazione.
E le normalizzazioni di solito sono spettacolari perchè prevedono esplosioni o crolli improvvisi (sbagliato parlare di "slump" perchè questo termine si usa per lunghe serie negative ma di giocatori forti, non certo sorprese).


FIP-ERA
Per avere una stima qualitativa nel tempo, il modo più semplice e diretto per analizzare il rendimento di un pitcher è guardare la differenza FIP-ERA.
L’ERA (Earned Run Average) sono i punti guadagnati sul pitcher, esclusi gli errori.
Si calcola moltiplicando i punti concessi dal proprio lanciatore per 9 (inning totali di una partita) diviso gli inning lanciati.
Come già detto gli errori (della difesa) non vengono conteggiati.
Banalmente più bassa è l’ERA, migliore è la prestazione del lanciatore.
La FIP (Fielding Independent Performance) invece comprende le statistiche non controllabili dalla difesa (cioè messa in gioco la palla, è compito della difesa quello che succede dopo).
Questa stat utilizza solo K, BB e HR e quindi stima l’ERA di un lanciatore con maggiore efficacia dell’ERA stessa (X è una costante posta a 3.20).

La formula è:  (13*HR+3*(BB+HBP)-2*SO)/IP + X

Anche qui, ovviamente, minore è la FIP e migliore è stata la prestazione del lanciatore.
Quelli col differenziale positivo più alto tra FIP ed ERA hanno ottenuto risultati migliori rispetto a quanto abbiano lanciato, quelli in negativo pur avendo lanciato bene hanno ottenuto risultati sotto la media.
Generalmente un pitcher lancia tanto meglio quanto più sono gli Strikeout (K) e minori le basi ball concesse.
Facendo un esempio una FIP di 5.50 ed un’ERA di 3.50 denotano una differenza di ben 2 punti!
Il lanciatore sta lanciando peggio  di quello che sembra, l’ERA rimane accettabile ma a lungo andare (continuando così) questa tenderà a normalizzarsi quindi le sue prestazioni a scendere di livello.
Una differenza accettabile è invece di circa 0.30 o minore: ciò vuol dire che i risultati ottenuti hanno ampiamente rispettato le performance offerte!
Se invece la differenza è negativa (FIP=6.00, ERA=6.50) ad esempio -0.50 ciò vuol dire che il lanciatore sta lanciando meglio di quello che ottiene e, a lungo andare, la sua ERA tenderà a normalizzarsi quindi a calare (migliorando le sue prestazioni reali).


BABIP (MEDIA SULLE PALLE IN GIOCO)
Per valutare i battitori, un metodo è guardare la BABIP.
Per le palla battute generalmente si  tiene conto della velocità impressa alla palla, difese  avversarie, fuoricampo (HR), Park Factors.
Una volta sottratti i fuoricampo (che sono le palle colpite con più forza, in genere), il gap fra i leader e gli ultimi si chiuderebbe ulteriormente. Quando poi includiamo l’influenza delle difese avversarie e dei Park Factors, ci rendiamo conto che la differenza di velocità della palla abbia un’influenza piuttosto ridotta sulla BABIP, più ridotta della velocità di corsa ad esempio.
Un altro fattore importante e non controllabile da lanciatori e battitori è la presenza di uomini in base. Con runners in base le difese non possono posizionarsi come vogliono ma sono soggette alla posizione degli avversari.
Uno stesso giocatore può avere un rendimento molto diverso nelle due situazioni, anche battendo con le medesime qualità e la stessa velocità di palla. Cioè la BABIP per uno stesso giocatore può essere diversa: a seconda dei giocatori presenti in base.
Quando si sommano tutte queste variabili (compresi Park Factors, fuoricampo e difese), ci rendiamo conto che i battitori hanno controllo nel lungo termine, ma quel controllo è comunque piuttosto limitato, inoltre è inibito se non addirittura cancellato dagli altri fattori nel breve termine. Insomma, per stimare l’abilità di un battitore, serve sempre un campione statistico molto ampio, ben superiore ad una singola stagione.
Riguardo i lanciatori si può dire che l’influenza dei lanciatori sulla velocità di una palla battuta valga per meno della metà degli effetti.
Cioè HR, Park Factors, qualità dei battitori affrontati e difesa hanno un impatto estremamente superiore rispetto all’abilità dei lanciatori. Chiaramente quest’abilità dei lanciatori esiste appunto, quindi nel lunghissimo periodo (molto più lungo dei battitori, circa il doppio del tempo) uscirà fuori.
All’interno di un matchup, l’influenza dei battitori conta il doppio di quella dei lanciatori.
Comprendere la natura della cosiddetta BABIP è importante per proiettare il rendimento dei giocatori, sia position players che pitchers.
Ma cosa vuol dire "media battuta sulle palle in gioco"?
Esclude dunque le basi su ball, gli strikeout ed i fuoricampo, ma include solo le palle che vengono messe in gioco da un battitore o contro un lanciatore (a seconda di chi venga analizzato).

La formula è: (H-HR)/(AB-(K+HR))

La BABIP è una componente della media battuta, quindi come OBP, SLG ed inevitabilmente OPS, delle variazioni sostanziali possono incidere molto nel rendimento offensivo.
Un hitter può migliorare il suo rendimento in diversi modi: battere più fuoricampo, ottenere più basi su ball, subire meno strikeout o migliorare la propria BABIP.
Mentre le prime 3 caratteristiche dipendono esclusivamente dal suo duello col lanciatore, la BABIP inserisce nel discorso una terza parte, ossia la difesa avversaria, e lo stesso vale in maniera opposta per un lanciatore.
Com’è intuitivo, ogni volta che si inserisce un nuovo fattore nella discussione, l’incidenza dell’abilità dei fattori pre-esistenti diminuisce. Una volta che la palla viene messa in gioco, lanciatore e battitore non possono controllare ciò che farà la difesa: le loro abilità si limitano appunto nel mettere o meno un certo tipo di palla in gioco.
Il problema fondamentale della BABIP è che è ottima a determinare la qualità delle prestazioni di lanciatori e battitori, ma non è altrettanto indicativa delle loro abilità e qualità.
Nel 2001 Voros McCracken ha pubblicato la sua DIPS (Defense-Indipendent Pitching Statistics) Theory, dimostrando che l’abilità di un lanciatore sia definita in maniera più efficace escludendo la BABIP dalle equazioni.
Sostanzialmente mentre c’è una forte correlazione di anno in anno fra le altre abilità di un lanciatore (BB, K, HR), non c’è nella BABIP, che è capace di variare notevolmente annualmente a dispetto degli altri indicatori, a volte in maniera palese.
Ad esempio è più facile prevedere l’ERA di un lanciatore nell’anno successivo usando statistiche DIPS piuttosto che l’ERA stessa dell’anno in corso, proprio perché una componente fondamentale dell’ERA è la BABIP (le statistiche controllate dall’abilità hanno una persistenza nel tempo, la BABIP non ce l’ha necessariamente).
Addirittura, come segnala McCracken, la BABIP dei position players quando lanciano non è dissimile dai lanciatori stessi (ma naturalmente i position players ottengono meno strikeout, concedono più basi su ball e più fuoricampo), e questo indica ulteriormente come sia poco indicativa dell’abilità inerente di un pitcher.
Ovviamente un lanciatore ha un certo controllo sul fatto di essere un groundballer o un flyballer (ossia uno che concede palle battute per terra o per aria), e la BABIP delle groundballs e delle flyballs è diversa ma non così diversa da coprire il disavanzo creato dai Park Factors o da un certo grado di casualità sul breve termine. Inoltre, i flyballers tenderanno a concedere un numero superiore di fuoricampo, riflettendo ugualmente le loro abilità senza dover ricorrere alla BABIP.
Chiaramente il tipo di palla battuta che aumenta la BABIP è quello delle linee.
Battere linee ha una predominanza per i battitori rispetto ai lanciatori, e siccome i lanciatori nel lungo termine tendono ad affrontare gruppi omogenei di battitori, le cifre tenderanno a normalizzarsi attorno alla media.
Come detto, l’influenza di un lanciatore sulla BABIP è minima, ma non inesistente.
Come può ridurla?
1) Essere un flyballer in un campo con un esterno molto ampio: questo permetterà di concedere tante flyballs senza aumentare necessariamente il numero di fuoricampo.
2) Essere un pitcher estremamente diverso dallo standard, come un knuckleballer.
Un lanciatore con l’80% di slider potrebbe ipoteticamente ottenere lo stesso risultato.
3) Essere un rilievo e mostrare dunque poco i propri lanci.

Come si evince, si tratta maggiormente di definizioni sulla “natura” di un pitcher rispetto alla sua abilità. Non è possibile controllare alcuni di questi fattori, che variano dal campo, al proprio ruolo, passando per il repertorio di determinati lanci che non tutti posseggono.
Per il resto l’influenza sulla BABIP di un lanciatore deriva dal campo, dalla difesa e dalla casualità (un numero particolare di bloop può cadere dentro il campo o nel guanto di un difensore).
In generale la BABIP di un lanciatore MLB sarà attorno a .290-.295.
Se un lanciatore differisce nettamente da questa media, è salutare avere un certo scetticismo nei confronti delle sue prestazioni, scetticismo che potrà essere confermato o meno solo dalla persistenza di una BABIP particolarmente bassa o alta.
Ad esempio possiamo considerare una BABIP minima di .270 e quella massima di .320.
Ciò potrebbe dipendere dal fatto che questi lanciatori abbiano la facoltà di controllare almeno in parte la loro BABIP (ad esempio esterno del campo o tipo di lanci), ma solo perché il campione statistico è sufficientemente ampio da poterlo affermare.
Se non ci sono i fattori menzionati prima come nel caso di Jeremy Hellickson, che nel 2011 da rookie ebbe .223, lo scetticismo era obbligatorio per non dire che la cifra fosse insostenibile, nonostante abbia disputato una buona stagione ed avesse ottimi difensori dietro.
In generale l’impatto della BABIP su un pitcher medio sarà inferiore a quella di K, BB e HR, anche nei casi estremi.
Un esempio dell’impatto di un ballpark su un lanciatore può essere portato da Dan Haren, che anni fa giocò per 3 anni con gli Athletics (in un campo che sopprime la BABIP) e per 2 e mezzo coi Diamondbacks (in un campo che la aumenta): la sua BABIP con gli A’s è stata di .278, coi DBacks è stata di .298.
Ad esempio Matt Cain al suo meglio (quando giocava con i San Francisco Giants) aveva .258 in casa, ma .281 fuori, dimostrando che la sua abilità nel controllare la BABIP, per quanto effettivamente esistente (è chiaramente migliore della media anche fuori casa) sia molto inferiore rispetto a quanto fatto dal campo di casa.
Il controllo dei lanciatori sulla BABIP è dunque particolarmente ridotto quando non inesistente.
Nel caso dei battitori il controllo è a sua volta limitato e soggetto a fattori diversi dall’abilità (come quelli citati per i lanciatori), ma è ben più ampio.
Ci sono giocatori che colpiscono la palla con particolare forza con regolarità (ad esempio Stanton), altri che battono linee con costanza (uno di questi era Jeter), ma quello che fa la differenza maggiore è l’abilità nell’ottenere infield hits.
Questa abilità è strettamente correlata con la velocità di corsa, quindi ad esempio Altuve essendo velocissimo è in grado di arrivare in prima base prima dell’assistenza degli interni molto più spesso della media, quindi tenderò ad avere una BABIP molto migliore della media.
Giocatori lenti e che battono la palla per aria molte volte, come era ad esempio Bengie Molina, avranno una BABIP molto peggiore.
Anche nel caso dei battitori però bisogna essere scettici per via di campioni statistici ridotti: se un giocatore vede la sua BABIP esplodere in una singola stagione, come accaduto a Jorge Posada nel 2007, è relativamente facile immaginare che sia stata una casualità che non si ripeterà più.
Fondamentalmente è importante rendersi conto del fatto che nel breve termine la BABIP possa variare anche semplicemente a causa di caso e fortuna. Nel breve termine ed in stagioni singole, il significato della BABIP è virtualmente nullo. Nel lungo termine non mentirà, ma sarà comunque soggetta alla grossa influenza dei Park Factors e difesa prima ancora che all’abilità dei lanciatori stessi.
I lanciatori non possono esercitare tanto controllo sulla BABIP.
I battitori invece posso farlo molto di più, ma anche loro sono soggetti a variazioni in stagioni singole che potrebbero non essere indicative del loro reale talento, ma in entrambi i casi i giocatori tenderanno a normalizzarsi secondo le medie in carriera nel medio e nel lungo periodo.
E’ importante studiare le caratteristiche dei giocatori e dei loro ballpark per analizzare cosa potrebbe contribuire a variazioni nella BABIP.
In generale se la BABIP e è troppo elevata, calerà, se è troppo bassa salirà.
Tende a convergere verso la media generale di .298 o verso la teorica media personale, ma giocatori che battono tante  line drives riescono a stare poco sopra.

Generalmente:
- Quasi il 100% di popups sugli interni diventa un out.
- Oltre il 70% di groundballs è un out.
- Per le flyballs sugli esterni che diventino out la % è poco più alta.
- Il 25% di line drives è un out.

Se uno batte tante line drives, allora la sua media battuta dovrà alzarsi
Come può alzare la propria media battuta un hitter? Intanto evitando gli strikeouts (mettere la palla in gioco concede sempre la possibilità di arrivare in base, magari anche con battute scadenti per eventuali errori) e cercando di battere tante linee.
Chiaramente c'è un limite alle linee, e quindi l'altro modo è battere fuoricampo.
Cosa devono fare i pitchers allora per disinnescare gli hitters? Fare tanti strikeouts e tenere le palle per terra (o ottenere popups), visto che le groundballs non diventano HR. 
Ovviamente però le groundballs, anche se hanno poche chances in più rispetto alle flyballs di diventare valide, permettono tanti DP. 
Un pitcher che fa pochi K potrebbe sopravvivere con le groundballs, che al massimo si trasformano in singoli (le flyballs invece se non vengono prese possono diventare HR facilmente) e raramente in doppi, e che spesso gli danno dei doppi giochi.
Ad esempio BABIB  oltre i .350 son destinare a crollare e a normalizzarsi sui .300
Valori molto elevati si normalizzeranno più lentamente (quindi le prestazioni continueranno a rimanere buone), nel caso un battitore realizzi appunto tante linee (o groundballs trasformate in infield singles).
Se la BABIB elevata è invece influenzata da flyballs che diventano tanti HR, il crollo di prestazioni sarà più veloce.
Se un giocatore (non molto veloce) ha una BABIP molto elevata con il 60% di groundballs, allora si normalizzerà subito verso il basso.
Togliendo per forza di cose, gli HR dalle considerazioni:
- Una flyball è valida il 17% di volte
- Una groundball lo è il 24% di volte
- Una linea il 72%
- Un popup il 2%

Ovviamente le flyballs, anche se producono meno valide, producono una SLG superiore rispetto alle GB. 
Detto questo, il 7% di efficienza di differenza non viene coperto dalla differenza in SLG. 
Le flyballs sono sempre migliori perchè possono finire fuori. Una volta inclusi gli HR, torniamo al fatto che le FB siano valide circa il 25% di volte, e chiaramente gli HR sono preferibili (ed è per questo che è preferibile avere un groundball pitcher).
Insomma, i groundball hitters sono preferibili, ma l'ideale è avere un flyball hitter dotato di potenza.
La BABIP può abbassarsi, battendo meno groundballs, ma è sempre da relazionare alle flyballs (quindi agli HR) ed ai popups.
Perdere in singoli ed aumentare in modo congruo gli HR rimane la BABIP inalterata.
Flyballs poco potenti di solito si trasformano in popups. 


WPA
In ogni momento di una partita c'è una determinata probabilità di vittoria (Winning Probability). 
Ogni giocata aumenta o diminuisce la probabilità, e quindi ogni giocata fornisce una WPA (Winning Probability Added) che può anche essere negativa. 
E' chiaro che sul 9-0 nella parte alta del nono ci sia una possibilità di vittoria, mentre sullo 0-0 ce ne sarà un'altra. 
E' dunque chiaro che una valida avrà un peso diverso in ciascuna delle due situazioni.
La WPA di una valida in situazione di pareggio sarà dunque maggiore.
Questa metrica evidenzia chi ha maggiormente contribuito, in quanto hitter, alle probabilità di vittoria della propria squadra. 
Ogni AB ha una sua clutchness o una sua importanza.
Esiste la WPA+, ossia il contributo in positivo alle vittorie della propria squadra.
Esiste la WPA-, ossia il contributo in negativo.
Ed infine c'è la WPA, che è il saldo delle due cose.
Ad esempio una WPA+ di 3.80 di WPA+ e -4.40 di WPA-, ha un saldo di -0.60 di WPA. 
In questo caso c'è un contributo negativo di -0.60 vittorie durante l'anno (o 0.60 sconfitte).
Questa metrica soppesa valide nei momenti chiave e K o comunque out in momenti altrettanto chiave, facendone una media per entrambi e poi il saldo. 
Paradossalmente potrei avere una WPA+ alta ed una WPA- altrettanto alta (quindi negativa) ma il saldo totale è quello che conta.
Fangraphs pubblica anche la "clutchiness" in cui soppesa l'OPS basandosi sulla WPA perchè giustamente un singolo in un momento delicato è clutch. 
Ma un doppio o triplo è meglio e quindi va considerato.


WAR
La sigla sta per "Wins Above Replacement", sostanzialmente questa stat riassume i contributi totali di un giocatore alla propria squadra in una statistica. 
Cioè se perdo un giocatore per infortunio o lo metto in panchina, sostituendolo con un altro, quanto ci perdo? 
Ad esempio potremmo dire che X giocatore vale +6 vittorie alla sua squadra, mentre il giocatore Y vale solo +3.5 vittorie.
Il confronto di stats offensive tra due giocatori è utile, ma riduce il contributo potenziale che un giocatore può ottenere salvando le esecuzioni in difesa con tuffi e in generale giocate difensivi. 
La WAR è un semplice tentativo di combinare il contributo totale di un giocatore in un singolo valore.
Forse uno degli aspetti più controversi della sabermetrica è il modo in cui viene utilizzata la WAR. Data la natura del calcolo e gli eventuali errori di misurazione, la WAR dovrebbe essere usata come guida per separare i gruppi di giocatori e non come una stima generica. 
Ad esempio, un giocatore con 6.3 WAR e uno con 6.1 non possono essere distinti: i valori sono troppo simili.
Tuttavia, un giocatore con 6.6 WAR e un giocatore di 4.3 WAR sono abbastanza diversi da poter dire con uno alto grado di sicurezza che il primo è stato sicuramente più prezioso del secondo.
Per i giocatori di posizione, il più grande punto interrogativo è il misurare la difesa e stimare il giusto posizionamento. Le misure di entrambi sono più incerte rispetto a quelle offensive, quindi buoni difensori hanno probabilmente una maggiore incertezza intorno al loro valore di WAR rispetto a giocatori che hanno un valore difensivo più vicino alla media. 
Usare correttamente la WAR è difficile perché richiede di pensare in modo più astratto rispetto ad altri aspetti della vita. Il valore esatto è importante sino ad un certo punto: ciò che conta (come molte stats sabermetriche) è il valore di base (cioè la media). 
La media WAR dipende anche dal ruolo.
Un giocatore medio vale circa 2 WAR, mentre i giocatori medi non titolari contribuiscono molto meno (tipicamente tra 0 e 1 WAR). Anche gli starters medi valgono circa 2, mentre i rilievi sono considerati superbi con +1 di WAR.



FORTUNA E SFORTUNA
Ovviamente ad un hitter non gli si può chiedere di battere valido. Gli si può chiedere di colpire bene la palla, di battere più linee. Poi magari batte una linea dritta nel guanto dell'esterno. 
Il difensore magari la prende al volo con un gran tuffo, viene prodotto un out, il battitore dunque ha fallito? Ovviamente no. 
Le linee diventano valide circa il 75% delle volte. 
Le groundballs circa il 25% (1 su 4). 
Le flyballs circa il 15% (quando non sono HR). 
Questo significa che uno può essere sfortunato e battere delle linee che vengono prese al volo, mentre un altro è fortunato e batte un popup (che diventa valido il 2% delle volte) e questo cade tra 3 difensori. Ma nel lungo termine, se il primo continua a battere linee ed il secondo continua a battere popups, è evidente che qualsiasi statistica andrà a normalizzarsi.
Popups che cadono sono negativi per un lanciatore e positivi per un battitore ma paradossalmente, continuando su questa strada, il lanciatore vedrà migliorare le sue medie il battitore no.  
Un pitcher deve fare strikeouts, per non mettersi nelle mani della fortuna. 
Al di là della qualità del lancio però le palle messe in gioco, possono sempre trovare buchi nella difesa. Succede. 
Ad esempio se un giocatore battesse 4 su 4 con 4 popups che hanno tutti la fortuna di cadere tra difensori accorrenti e su uno riesco ad ottenere un doppio perchè due difensori si scontrano, a fine giornata, avrò come rendimento 1.000/1.000/1.250 (AVG/OBP/SLG). 
Questa riga descrive i risultati oggettivi che io ho ottenuto, perchè che piaccia o no ho battuto 3 singoli ed un doppio.
Le peripherals (statistiche periferiche) invece descrivono il rendimento di un giocatore, quindi permettono di capire meglio quanta fortuna/sfortuna il giocatore abbia avuto, e come si possa proiettare nel futuro, o cosa debba cambiare nel suo approccio. 
Un giocatore di questo tipo (per altro con stats fenomenali, per quanto si tratti di una sola partita) che batte solo popups, denoterebbe una fortuna incredibile. 
Una statistica periferica interessante per gli hitters è la LD%, ossia la % di palle colpite che si trasformano in line drives (come si sarà capito il tipo di battute che ha più possibilità di diventare valida). Se uno vuole alzare la propria media in battuta, deve aumentare le linee. 
Se uno ha una alta BA (battering average) ma una bassissima LD%, allora è stato molto fortunato, e la sua BA si normalizzerà verso il basso. 
In quel caso, le sue statistiche (la sua BA, nell'esempio) sono positive, ma le sue periferiche indicano che non abbia giocato tanto bene quanto il rendimento mostrerebbe.
Per i pitchers si può parlare della GB%, o del rapporto K/BB o anche (ma molto meno rispetto agli hitters) della LD% concessa.

sabato 29 settembre 2018

Le Più Lunghe Squalifiche Nel Calcio Inglese (Ban)

In questa lista vedremo le più lunghe squalifiche comminate nel Calcio Inglese.
Si sono voluti tralasciare squalifiche per doping o per aver saltato controlli antidoping (si ricordi il portiere australiano Mark Bosnich sospeso per nove mesi nell'aprile 2003 dopo aver fallito un test antidoping per cocaina. Il suo contratto venne rescisso dal Chelsea. Oppure Rio Ferdinand bannato per 8 mesi nel dicembre 2003 per non essersi presentato ad un test antidoping o ancora Jose Baxter dello Sheffield Utd squalificato per 12 mesi dopo esser stato trovato positivo alla cocaina, dopo che qualche anno prima era stato trovato positivo all'ecstasy).


Enoch West, Sandy Turnbull e Arthur Whalley (tutti Man Utd), Thomas Fairfoul, Tom Miller, Bob Pursell e Jackie Sheldon (tutti del Liverpool) (squalifica a vita)
Fu il primo scandalo inerente il calcio-scommesse in Inghilterra.
Questi giocatori vennero banditi a vita per partite truccate e scommesse sul risultato di una partita del 1915. 
Poi le squalifiche furono revocate perchè i giocatori entrarono in guerra prestanza servizio militare.


David Layne, Peter Swan, Tony Kay (squalifica a vita)
Il calcio inglese fu nuovamente scosso all'inizio degli anni '60 quando il Sunday People dichiarò che tre giocatori dello Sheffield Wednesday avevano scommesso sulla propria squadra perdente, intascando 100 sterline. L'inchiesta si chiuse con 10 giocatori incriminati.
David Layne, Peter Swan e Tony Kay furono banditi a vita (anche se poi il ban fu revocato dopo 7 anni di squalifica) e ricevettero 4 mesi di carcere.


Jimmy Gauld, Brian Phillips, Jack Fountain, Sammy Chapman, Ron Howells, Ken Thomson, Esmond Million e Keith Williams (squalifica a vita)
Sempre nella stessa inchiesta del calcio-scommesse tra 1962 e 1964, gli altri giocatori incriminati furono: Jimmy Gauld (ex Mansfield Town) con 4 anni di carcere, Brian Phillips (Mansfield Town) e Jack Fountain (York City) con 15 mesi di carcere, Sammy Chapman (Mansfield Town), Ron Howells (Walsall) e Ken Thomson (Hartlepools Utd) 6 mesi di carcere.
Il capobanda era Gauld ma i tre giocatori del Wednesday erano sicuramente quelli più famosi in quanto in prima division (Kay era anche campione d'Inghilterra, per aver vinto il titolo con l'Everton).
La partita dello Sheffield Wednesday in questione era contro l'Ipswich Town ed ebbe luogo nel 1962, il tutto venne scoperto quando Gauld vendette la sua storia al Sunday People nel 1964. 
L'Ipswich era campione, quindi non era irragionevole supporre che avrebbero battuto il Wednesday. Gauld convinse Layne, Swan e Kay a scommettere contro la propria squadra, e la partita si concluse con una vittoria dell'Ipswich per 2-0, anche se Kay venne nominato Man Of The Match! 
Anche Esmond Million e Keith Williams (entrambi del Bristol Rovers) vennero banditi a vita insieme a Brian Phillips per aver tentato di sistemare una partita tra Bristol Rovers e Bradford Park Avenue nel 1963. 
Million e Williams presumibilmente presero tangenti per alterare la partita (dopo essere stati avvicinati da Phillips, per conto di Gauld), sebbene poi il risultato non fu quello voluto.


Nick Bunyard (2 anni e 7 mesi)
Il manager del Frome Town ricevette 2 anni e 7 mesi di squalifica più 3mila sterline di muta per reati di scommesse, tra cui puntate contro la propria squadra nel 2016. Il divieto è stato diramato da novembre 2016 e va fino al 1° luglio 2019. Bunyard ha effettuato oltre 90 scommesse in un periodo di 3 anni, di cui 45 nelle partite delle squadre che stava gestendo all'epoca, Frome Town e Paulton Rovers. Apparentemente 8 di queste scommesse erano contro la sua stessa squadra.


Joey Barton (13 mesi)
Barton al momento della sentenza giocava nel Burnley, nel 2017 venne squalificato per 13 mesi con 30mila sterline di multa per aver infranto le regole della FA sul gioco d'azzardo; in particolare scommettendo su 1.260 partite di calcio tra il 2006 e il 2016, alcune delle quali dove aveva giocato.
Il divieto era originariamente di 18 mesi, ma venne poi ridotto in appello.


Billy Cook (12 mesi)
Nel 1915 il giocatore dell'Oldham Athletic ricevette la squalifica record di 12 mesi per essersi rifiutato di lasciare il campo dopo essere stato espulso contro il Middlesbrough.


James ('Jay') Harris (12 mesi)
Il giocatore dell'Accrington Stanley ricevette 12 mesi e 5mila sterline di multa per aver scommesso sul proprio club perdente contro il Bury nel 2009. Altri 3 giocatori dell'Accrington ricevettero delle squalifiche (ma minori in quanto non presenti in campo): David Mannix 10 mesi, Peter Cavanagh 8 mesi, Robert Williams 8 mesi ed Andrew Mangan 5 mesi (quest'ultimo del Bury).


Eric Cantona (9 mesi)
L'attaccante del Manchester Utd venne squalificato per 9 mesi (e 120 ore di lavori sociali), a seguito del calcio da kung-fu rifilato nel 1995 ad un tifoso avversario del Crystal Palace. Cantona effettivamente perse una stagione dalla sua già relativamente breve carriera.


Vinnie Jones (6 mesi)
Il folle ex giocatore del Wimbledon venne sospeso per sei mesi (poi per 3 anni) nel 1992 per la sua voce fuori campo in un video che celebrava tackle pericolosi.
Multato anche di 20mila sterline.


Frank Barson (6 mesi)
Il giocatore del Watford nel 1928 venne squalificato per 6 mesi per un presunto calcio rifilato ad un avversario.


Joss Labadie (6 mesi)
Il giocatore del Dagenham & Redbridge ricevette 6 mesi per aver morso il dito del difensore dello Stevenage Ronnie Henry nel 2015. Questa fu la seconda lunga squalifica di Joss.


Kevin Lewis (5 mesi)
Il giocatore del Manchester Utd reserve venne espulso in una partita della Central League, nel dicembre 1971. Poi fu bandito fino alla fine della stagione.


James Gotheridge (3 mesi)
Il giocatore del Newton Heath venne sospeso per insulti all'arbitro in una partita contro i Walsall Town Swifts nel 1889.


Joey Barton (12 partite)
Barton prese questo ban nella partita finale della stagione contro il Manchester City. L'allora capitano del QPR rifilò una gomitata a Carlos Tevez e poi prese a calci Sergio Aguero, tentando di picchiare anche Vincent Kompany e dopo essere stato espulso Mario Balotelli a bordocampo.


Billy Bremner e Kevin Keegan (11 partite)
I due giocatori di Leeds e Liverpool vennero entrambi banditi all'inizio della stagione fino alla fine di settembre, circa 8 settimane (con conseguente 11 partite) per continue risse e falli violenti nel Charity Shield del 1974.


Paolo Di Canio (11 partite)
L'allora stella dello Sheffield Wednesday venne bannato nel settembre 1998 dopo aver spinto l'arbitro, sempre Paul Alcock (multa anche da 10mila sterline).


David Prutton (10 partite)
In un incidente simile a quello Di Canio, il centrocampista del Southampton, Prutton, spinse l'arbitro Alan Wiley dopo che questi gli aveva mostrato un cartellino rosso contro l'Arsenal nel 2005.
Ban di 10 partite e 6mila sterline di multa.


Luis Suarez (10 partite)
All'irruento uruguagio questo ban venne comminato dopo aver morso il difensore del Chelsea Branislav Ivanovic nell'aprile 2013 (aveva già morso un giocatore in Olanda e poi anche Chiellini nella partita Italia-Uruguay valevole per i mondiali 2014).


Joss Labadie (10 partite)
Il giocatore del Torquay Utd ricevette 10 partite di stop e una multa di 2mila sterline per aver morso Ollie Banks del Chesterfield nel 2014. Lo stesso morse anche un secondo giocatore, Armand Gnanduillet, nella stessa partita.


Paul Davis (9 partite)
Il centrocampista dell'Arsenal venne squalificato per 9 partite e multato di 3mila sterline dopo aver preso a pugni Glenn Cockerill del Southampton durante una partita nell'ottobre 1988.


Calvin Andrew (9 partite)
Il giocatore del Rochdale ricevette questa squalifica dopo per aver sgomitato Peter Clarke dell' Oldham Athletic nel 2016. Gli arbitri non si accorsero di niente ma la prova TV fu implacabile: 12 giornate, poi ridotte a 9.


Steve Walsh (9 partite)
Il giocatore del Leicester City ricevette questo ban a seguito della rottura della mascella di David Geddis dello Shrewsbury Town, nel 1987. In seguito Walsh battè il record di cartellini rossi: ben 13.


Frank Sinclair (9 partite)
Il giocatore del WBA venne squalificato per 9 partite per una spinta e uno scontro di testa con l'arbitro Paul Alcock (lo stesso spinto a terra da Di Canio qualche anno dopo) dopo che questi aveva assegnato un rigore agli avversari dell' Exeter City nel 1992.


Peter Dobing (9 settimane)
Descritto come un "divieto record" sui giornali, il giocatore dello Stoke ricevette un lunga squalifica nel 1971 per continui cartellini gialli e rossi.
Anche Brian O'Neil e Dennis Hollywood (entrambi del Southampton) ricevettero un ban di 9 settimane. Ai tempi la FA prese questa abitudine di dare squalifiche un po' a caso in base alla condotta in campo.
Ricevettero 8 settimane di ban invece John Fitzpatrick (Manchester Utd), Don Welbourne (Scunthorpe) e Graham Rathbone (Grimsby).


Hughie Gallacher (2 mesi)
2 mesi di squalifica per il giocatore del Chelsea, per insulti all'arbitro nel 1931.


Bob Turnbull (2 mesi) 
Sempre un giocatore del Chelsea protagonista, qui in una partita a South Shields nel 1926.


Mark Dennis (53 giorni) 
Quasi 2 mesi di squalifica per il giocatore del QPR per condotta violenta che portò all'11esima espulsione della sua carriera nel 1987. Dennis tirò una gomitata in faccia ad Ossie Ardiles. Fu espulso di nuovo l'anno seguente, prima che il QPR si stufasse di lui spedendolo al Crystal Palace.


Peter Osgood (8 settimane)
8 settimane ed una multa da 150 sterline per il giocatore del Chelsea per essere stato ammonito 6 volte nello spazio di un anno, nel 1971. Ai tempi prendere le ammonizioni erano molto più difficile di oggi. Osgood era stato ammonito 8 volte in 2 anni.


Ben Thatcher (8 partite)
Il difensore gallese del Manchester City venne squalificato per 8 partite, a seguito di una tremenda gomitata in faccia rifilata a Pedro Mendes, a Portsmouth, nell'agosto 2006.
In realtà non fu l'unica della sua carriera.


Luis Suarez (8 partite)
L'attaccante del Liverpool ricevette un altro ban di 8 partite (più multa di 40.000 sterline) nel 2011 dopo aver insultato Patrice Evra (chiamato "negrito"), allora terzino sinistro del Manchester United.


Duncan Ferguson (7 partite)
L'attaccante scozzese dell'Everton ricevette 3 giornate di squalifica per un cartellino rosso per condotta violenta (dopo aver colpito Paul Scharner del Wigan) e altre 4 per aver messo le mani in faccia a Pascal Chimbonda dopo la sua espulsione, nel 2006.


Jonny Evans (6 partite) e Papiss Cisse (7 partite)
Il giocatore del Man Utd e del Newcastle furono squalificati rispettivamente per 6 e 7 partite per essersi sputati a vicenda nel 2015. Evans sputò per primo ma negò l'accusa; Cisse ammise ciò e si scusò anche, ma ottenne un ban più lungo poiché era già stato espulso ad inizio stagione per aver sgomitato Seamus Coleman dell' Everton.


Chris Kamara (6 settimane)
6 settimane per il giocatore dello Swindon per aver sgomitato Jim Melrose dello Shrewsbury Town, rompendo lo zigomo di Melrose nel 1988. Kamara divenne il primo giocatore in Inghilterra ad essere condannato in tribunale per violenza sul campo. Gli venne inflitta una sanzione di 1.200 sterline per aver provocato lesioni personali gravi e inoltre venne condannato a pagare un risarcimento di 250 sterline. Si difese dicendo che Melrose lo aveva offeso con insulti razzisti ma il ricorso fu respinto.


Patrick Vieira (6 partite)
Al centrocampista dell'Arsenal, alle 6 partite, venne aggiunta una multa di 45mila sterline (una cifra record alllora) per aver sputato Neil Ruddock dopo essere stato espulso, nel 1999.


Samu Saiz (6 partite)
Il giocatore del Leeds prese 6 partite dopo aver sputato Robbie Willmott del Newport County, nel gennaio 2018. Saiz era stato precedentemente accusato di aver sputato al manager del Port Vale Michael Brown nell'agosto 2017.


Arthur Masuaku (6 partite) 
Qui ad esser sputato fu Nick Powell del Wigan, nel gennaio 2018.
Masuaku giocava per il West Ham.


David Batty (6 partite)
Anche David Batty spinse un arbitro, precisamente David Elleray, prima del fattaccio che vide protagonista di Di Canio.
L'allora centrocampista del Newcastle perse la testa dopo essere stato espulso contro il Blackburn nel maggio 1998.


Joey Barton (6 partite)
Barton venne squalificato per 6 partite (con un ulteriore ban di 6 partite comminate dal club) dopo aver picchiato il compagno di squadra Ousmane Dabo (al Manchester City) nel 2007.
Vennero comminate anche 200 ore di servizi sociali.


Ian Ure e Denis Law (6 settimane)
Il giocatore dell'Arsenal e del Manchester Utd negli anni 60 vennero squalificati per 6 settimane più la perdita di salari nel 1967. All'epoca questo fu il divieto più pesante per qualsiasi reato commesso in campo da lì ai futuri 20 anni. Law nel 1967 era il giocatore più pagato della Gran Bretagna.


Mousa Dembele (6 partite)
Il giocatore del Tottenham prese 6 partite per una rissa con Diego Costa nella "Battaglia di Stamford Bridge".


Roy Keane (5 partite)
La leggenda del Manchester United venne esclusa per 5 partite nel 2002 (più una multa di 150mila sterline) dopo aver ammesso nella sua autobiografia che il pericolosissimo tackle sul centrocampista del Manchester City Alf Inge Haaland l'anno precedente, era stato pre-meditato.
Era già stato squalificato per 3 partite per il cartellino rosso ricevuto ai tempi.


Jonjo Shelvey (5 partite)
5 partite e 100mila sterline di multa per aver insultato razzialmente un avversario, Romain Saiss dei Wolves nel 2016. Tre giocatori dei Wolves hanno riferito all'arbitro che Shelvey avrebbe detto: "You Arab C***", "Arab prick", "Morrocan prick" e "Smelly Arab c***".


Billy Bonds (5 settimane)
Il giocatore del West Ham venne squalificato per aver sputato verso un avversario a seguito di un fallo di reazione nel 1970.


Alan Ball (5 settimane)
Il giocatore dell'Everton venne sospeso per 5 settimane per 3 gialli in 3 partite nel 1969/70.


Victor Wanyama (5 partite)
L'ex Celtic, ai tempi al Southampton, prese 5 giornate per il terzo cartellino rosso della stagione, un rosso diretto per un fallo su Dimitri Payet del West Ham, nel 2016.


Tyrone Mings (5 giornate)
Il giocatore del Bournemouth ricevette 5 partite per aver calpestato la testa di Zlatan Ibrahimovic del Man Utd nel 2017.
Mings ha negato che il colpo sferrato fosse deliberato ma la FA non volle sapere ragioni.


Bertram "Bert" Smith (1 mese)
Il giocatore Spurs ricevette 1 mese per insulti ad un arbitro nel 1922.
Ci fu una maxi rissa tra Alex Graham dell'Arsenal e il già citato Smith. Incredibilmente Smith fu l'unico giocatore a ricevere un ban perchè ai tempi, pare, che gli insulti fossero peggio della rissa fine a se stessa (con gli avversari).


George Best (1 mese)
Tra le tante malefatte (più fuori dal campo) del pallone d'oro nord-irlandese del Man Utd ci fu anche quella di aver calciato la palla dalle mani dell'arbitro dopo una sconfitta in semifinale di Coppa di Lega contro il Man City nel dicembre del 1969.


Ernest Hart (28 giorni)
Anche qui ban per il giocatore del Leeds in una partita contro l' Huddersfield Town (nel 1933), per insulti ad un arbitro.


Ashley Grimes (4 partite)
Ban di 4 partite e una multa di 750 sterline per il giocatore del Manchester Utd per aver colpito l'arbitro alla testa. Grimes venne subito espulso, settando il record di 750 sterline di multa, il precedente era di 500 imposto a Neil McNab (Bolton) e Vince Hillaire (Crystal Palace) due anni prima, entrambi per insulti agli arbitri.


John Terry (4 partite)
Nel 2011 il capitano del Chelsea ricevette un ban di 4 partite per insulti razzisti ad Anton Ferdinand del QPR.
Multa però record di 220mila sterline.



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mercoledì 26 settembre 2018

Arriva L'Algoritmo Che Prevede Gli Infortuni (Injury Forecaster)

L'Injury Forecaster ed è un sistema di intelligenza artificiale che monitora il carico di lavoro in allenamento dei giocatori e, tramite un algoritmo, segnala l’imminente rischio di infortuni oltre a fornire suggerimenti utili ai preparatori atletici.
Quest'algoritmo nel corso di una stagione riconosce e associa parametri di allenamento, indicatori fisici e metabolici dei calciatori e la possibilità di farsi male (in %).
Fondamentale anche l'utilizzo di GPS montato sui giocatori.

Luca Pappalardo (ricercatore ed uno dei responsabili del progetto): "Dai movimenti tracciati vengono estratte diverse informazioni, come la distanza percorsa, la potenza metabolica, le accelerazioni e decelerazioni.
Il nostro sistema di intelligenza artificiale ha individuato le associazioni tra queste variabili e il rischio di infortunio: una volta addestrato a imparare tali associazioni, il forecaster avvisa i preparatori atletici se prevedere un infortunio imminente in un allenamento, con una precisione sorprendente, superiore al 50%. La società sportiva può quindi dimezzare gli infortuni, con un relativo risparmio di costi.
Gli infortuni hanno un forte impatto sul calcio professionistico, perché influiscono sulla performance dell’intera squadra e comportano costi considerevoli per la riabilitazione dei calciatori.
Inoltre, il forecaster fornisce un insieme di regole che, sulla base del carico di lavoro del calciatore, suggerisce ai preparatori atletici come modificare opportunamente gli allenamenti"

La precisione, come detto, è superiore al 50% (con le tecniche odierne invece si assesta sul 5%).
Diminuendo/modificando quindi carichi di lavoro ed esercizi è possibile ridurre la probabilità che un giocatore s'infortuni per problemi muscolari, affaticamento e quant'altro.
Lo stesso gruppo di ricerca (CNR, Università di Pisa e Milano, Barcellona e SoBigData) ha anche sviluppato, in collaborazione con l’azienda italiana Wyscout, PlayeRank, un algoritmo che valuta le performance dei calciatori.
Il sistema, si basa su un database composto da milioni di eventi riguardanti quasi tutte le competizioni del mondo che permette all’algoritmo di valutare le prestazioni e stilare una classifica, per guidare e consigliare le società nelle fasi di calciomercato.

Si può studiare quindi come si sviluppa un talento, se si confrontano, per esempio, le prestazioni di due campioni con quelle di una rivelazione recente come Messi, Ronaldo e Salah, PlayeRank mostra che mentre i due fuoriclasse si attestano su valori altissimi per tutto il periodo di osservazione, Salah è protagonista di una notevole crescita.
Questi algoritmi, con capacità di calcolo sempre più avanzate, sono in grado di estrapolare notevoli informazioni utili sul singolo giocatore per fornire un giudizio completo.


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venerdì 21 settembre 2018

La Storia Di Brett Favre: Alcol, Dipendenza Da Farmaci e Perdita Di Memoria (NFL)

Brett Favre, quarterback che ha speso gran parte della sua carriera sportiva ai Green Bay Packers, dopo 19 straordinarie stagioni nella NFL decise di ritirarsi chiudendo la sua carriera nei Minnesota Vikings.
La sua carriera rischiò di finire prematuramente la sera del 14 luglio 1990 quando fu coinvolto in un terrificante incidente stradale: a poche centinaia di metri dalla casa dei suoi genitori, Favre perse il controllo della macchina, la quale si ribaltò tre volte in aria prima di finire contro un albero.
Dopo aver subito l'asportazione di quasi 80 centimetri di intestino, Favre riuscì a tornare a giocare e nel draft del 1991 fu scelto al secondo giro (33sima scelta assoluta) dagli Atlanta Falcons.
Nel suo unico anno ai Falcons, Favre si fece notare più per la sua passione per le feste e per i continui scontri con l'allenatore Jerry Glanville che per il suo gioco.
Riguardo il suo rapporto con Glanville, rimane famoso l'episodio in cui Favre non si presentò per la foto di squadra poiché la sera prima l'aveva passata a festeggiare.
L'anno successivo venne ceduto ai Green Bay Packers in cambio della loro prima scelta al draft, in quello che sarà ricordato come uno degli errori più grandi della storia della NFL.
Dopo un anno agli Atlanta Falcons nel 1991, finisce quindi ai Packers con i quali vincerà anche il Super Bowl XXXI (1996).
L'anno successivo riportò i Packers al Super Bowl ma questa volta andò male.
Fu anche l'unico giocatore a vincere tre AP MVP Awards consecutivi.


PROBLEMI CON L'ALCOL
"Non avevo bevuto per 12 anni, neppure una goccia per 12 anni", racconta Favre aprendo il capitolo dei suoi problemi con l'alcol.
Seri, al punto da dover ricorrere anche lì a un periodo di riablitazione: "Mia moglie Deanna mi aveva dato un ultimatum: devi smetterla o vado via".
Brett ammette di non aver mai amato il sapore dell'alcol ma, in un certo periodo della sua vita, solo i suoi effetti.


VINCERE UN SUPERBOWL DA UBRIACO
In principio fu Max McGee.
Siamo al primo Superbowl, nel 1967, dove a contendersi il trofeo furono Packers e Chief.
Max McGee dei Green Bay, la franchigia del mitico Lombardi, decise di uscire la sera prima del match.
Il 34enne ricevitore, raramente utilizzato in stagione tanto da aver ricevuto solo 4 passaggi in tutto il campionato, pensò che avrebbe trascorso l’ambita finale tutto il tempo in panchina e optò per trascorrere le ore precedenti a gustarsi i piaceri della vita fra un bicchiere e l’altro.
Così, dopo aver fatto compagnia ad alcune persone che aspettavano, presso l’hotel del bar, in attesa di partire per l’aeroporto, McGee passò la nottata fuori a spasso per LA, facendo ritorno in hotel non prima dell 6.30 del mattino.
Ovviamente, effettuò uno dei peggiori riscaldamenti della sua vita, considerato il mal di testa che lo affliggeva pesantemente.
E dopo appena tre quarti, ecco la grande occasione della vita.
Il ricevitore titolare, Boyd Dowler, si infortuna alla spalla e non può proseguire il match.
Tutto passa, tutto scorre, così anche gli effetti di una sbornia!
Riceve un pallone  e correndo per 37 yards sigla il primo touchdown della storia del Super Bowl! McGee terminerà il match con sei ricezioni per complessive 138 yards, contribuendo al successo per 35-10 dei Green Bay, che si ripeteranno anche l’anno successivo contro Oakland Raiders.
Stavolta McGee, memore dell’esperienza, si presenterà lucido all’appuntamento, siglando anche in quell’occasione un TD.
30 anni dopo la storia volle ripetersi: stavolta il protagonista fu il già citato Brett Favre.
Come detto già “vittima” dell’alcol nel corso della sua carriera, Favre, ancora a digiuno di vittorie nel Superbowl, passò l’intera notte a spasso per New Orleans e venne beccato ubriaco nei pressi di Bourbon Street.
Il giorno dopo, il 26 gennaio 1997 presso il Louisiana Superdome, Favre non fece altro che vomitare prima dell’inizio del match contro i New England Patriots mentre la dirigenza del club si affrettò ad indicarne come gli effetti di una sfortunata influenza.
Ma la classe dell’uomo di Gulfport era superiore a tutto: il Super Bowl XXXI vide il marchio Favre apposto sopra il risultato finale: lanciò per 246 yards e due touchdown nella vittoria per 35-21, per la franchigia che non vinceva più dai tempi di Vince Lombardi.


LA MORTE DEL PADRE
Lo chiamavano tutti "Big Irv", coach in una high school, morto nel 2003 per un infarto: era il padre di Brett.
Era l'uomo che ha costruito uno dei più forti quarterback della storia.

"Se cresci in una famiglia con un allenatore di football che sembra un sergente martellante non puoi che venir su come un tipo duro. I suoi consigli erano perentori, del tipo: "Muovi il culo". 
Senza contare che la maggior parte delle volte lo stavo già facendo. Cercavo le sue attenzioni. 
Ma lui era così e mi sono anche sentito ferito, a volte. 
Non ha mai detto che ci amava, a noi bambini. 
Ma noi lo sapevamo. E viceversa: non glielo abbiamo mai detto"

Irv Favre chiedeva il massimo ai suoi figli.
Spiega Deanna, moglie di Brett: "Mio marito provava a impressionare il suo allenatore, ma al contempo provava anche a rendere orgoglioso suo padre, un doppio sacrificio per lui". 
E il QB conferma: "Mi sentivo sempre come se stessi provando a dimostrargli che potevo lanciare a 80 yard e anche attraverso un muro".
Il giorno dopo che suo padre morì, Favre decise di giocare in una partita di football contro gli Oakland Raiders.
I Packers si recarono a Oakland dove Favre lanciò quattro touchdown nel primo tempo e 399 yard totali per una vittoria (41-7) sui Raiders.
Completò il 73,3% dei suoi passaggi e terminando la partita con una valutazione perfetta di 158,3.
In seguito, Favre disse: "Sapevo che mio padre avrebbe voluto che giocassi, lo amo così tanto e adoro questo gioco, è stato una grande cose per me, per mio padre, per la mia famiglia".
Dopo la partita, andò al funerale di suo padre a Pass Christian, nel Mississippi.


TRAGEDIE PERSONALI
Nell'ottobre del 2004, dieci mesi dopo la morte di suo padre, suo cognato, Casey Tynes, fu ucciso in un incidente stradale.
Poco dopo, nel 2004, alla moglie di Brett, Deanna Favre, fu diagnosticato un cancro al seno.
Dopo il trattamento riuscì a recuperare.
Alla fine di agosto 2005, la famiglia di Favre subì un'altra battuta d'arresto: l' uragano Katrina attraversò il Mississippi, distruggendo la casa della sua famiglia; tuttavia, nessuno dei membri della sua famiglia fu ferito.
Anche la proprietà di Brett e Deanna a Hattiesburg, nel Mississippi, fu gravemente danneggiata dalla tempesta.


LA DIPENDENZA DA FARMACI
Nel 1996 la NFL convinse il quarterback a trascorrere due mesi di riabilitazione alla Menninger Clinic di Topeka, nel Kansas.

 "Ho avuto seri problemi con le pillole del dolore"

Minacciò più volte di volersene andare da lì ma gli ufficiali della lega furono irremovibili: "Bene: fallo e non giocherai".
Brett qualche anno fa prendeva 800 milligrammi di Ibuprofene tre volte al giorno e fortunatamente è da considerarsi passato remoto il tempo in cui assumeva, invece, forti dosi del narcotico Vicodin, che genera una forte dipendenza, per sconfiggere i traumi fisici causati dal football.
Nel 2004 i Packers vinsero 10-6 contro i New York Giants.
Durante la partita, Favre subì una commozione cerebrale.
Non ricevette l'autorizzazione medica per rientrare nel gioco.
Nonostante la commozione, Favre lanciò un touchdown di 28 yard a Javon Walker in un quarto down.
Successivamente è stato riferito che Favre non ricordava di aver lanciato il touchdown pass.
Si ricorda anche quello che successe nella finale di conference contro i New Orleans, che sarebbero poi diventati i campioni del mondo.
In quel match, concluso ai supplementari, Favre uscì infortunato contro difensori scatenati che puntavano dritto alla sua incolumità.
In particolare subì un terribile placcaggio che lo ha azzoppato nel momento clou del match.
Davanti agli esterrefatti compagni tornò in campo invece di restare in barella.
Vecchia intervista prima del 2009: "Ad esempio qualche settimana fa mi sono sentito malissimo: le caviglie, poi. Non c'era movimento, scendendo giù dal letto, che potessi fare. Zoppicavo. 
Sette giorni prima ero stato colpito a una spalla. Ho provato a sollevare le braccia ed era come se fossero gravate da un peso di venti pounds". 
Favre giocava da quando era un bambino, provate a immaginare quanti colpi ha dovuto sopportare il suo fisico.
I muscoli di spalle e braccia hanno subito seri infortuni e soffre di un male degenerativo all'anca.
E se gli chiedi delle commozioni cerebrali, argomento delicato per tutti i giocatori, ti risponde così: "Non è un problema da ridere, ma ne ho avute più di quante ne possa ricordare. Certo, ti fanno vedere un po' le stelle ma insomma, capiamoci, questo è il football, ragazzi".


PERDITA DI MEMORIA
Oggi, Brett, è affetto da encefalopatia acuta da trauma e sta perdendo, inesorabilmente, la memoria. Troppi colpi in testa, diverse commozioni cerebrali.
Nonostante le protezioni, il suo cervello ha subito danni pesanti e permanenti.
E Brett non si ricorda quasi più nulla.
All’inizio, non ricordava più dove avesse messo gli occhiali, e li cercava per la casa come capita a tutti una volta ogni tanto, per poi accorgersi di averli addosso, appoggiati sulla fronte.
Ad esempio in un'intervista del 2013 ammise di essersi dimenticato che sua figlia gioca a calcio (eppure l'accompagnava sempre lui al campo di allenamento e ci parlava spesso).
"Diavolo, non lo ricordavo, ricordavo gli altri sport che ha fatto ma non questo. Ha ammesso che a 44 anni ha di fronte problemi di memoria “spaventosi” legati a traumi sul campo. Penso che dopo 20 anni, Dio solo sa il pedaggio"

L’ex-Green Bay Packer non ha un figlio, ma se l’avesse avuto: "Sarei stato molto cauto con lui nel dirgli di giocare a football. In un certo senso, sono quasi contento che non ho un figlio a causa delle pressioni che avrebbe dovuto affrontare".


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